Il Supercomputer europeo chiamato Leonardo è arrivato al Tecnopolo di Bologna.
Dunque possono iniziare le operazioni di assemblaggio che si completeranno entro l’autunno. Tutti i componenti verranno consegnati da 30 tir e saranno quasi 5mila server.
I componenti di uno dei cinque supercomputer più potenti al mondo hanno iniziato ad arrivare questa settimana al Tecnopolo di Bologna, dove verranno assemblati nelle prossime settimane, per arrivare alla messa in esercizio entro la fine dell’estate.
La sede sarà la cittadella della scienza nell’area recuperata dell’ex Manifattura Tabacchi e varcheranno quasi 5mila server e 157 rack, per un totale di oltre 360mila kg di peso e centinaia di chilometri di cavi.

Le applicazioni del Supercomputer Leonardo
Oltre alle discipline scientifiche tradizionali, come fisica, astrofisica, chimica, fluidodinamica, Leonardo avrà il compito di affrontare progetti “di frontiera”: la medicina personalizzata, il cambiamento climatico, la ricerca di nuove fonti di energia, lo sviluppo di nuovi materiali e infine la bioingegneria.
Una parte delle sue risorse sarà destinata allo sviluppo di progetti industriali, e progetti in cui ricerca scientifica e ricerca industriale collaborano, come quelli basati sull’intelligenza artificiale, o lo sviluppo di digital twin (gemelli digitali, che riguardano la simulazione di impianti industriali a scopo predittivo, o per l’ottimizzazione dei processi).
Inoltre, Leonardo sarà protagonista della ricerca di soluzione alle sfide del presente e del futuro: pandemie, emergenze climatiche.

Quanto costa il Supercomputer?
Il supercomputer Leonardo è cofinanziato con 240 milioni di euro da EuroHPC Joint Undertaking, e dal ministero dell’Università e della Ricerca.
Gestito da Cineca al Tecnopolo di Bologna, sarà una delle risorse del Centro nazionale di supercalcolo finanziato dal PNRR, recentemente insediato.
Ulteriori approfondimenti

Conclusioni
Bologna diventa sempre più importante, l’arrivo del Supercomputer Leonardo farà accrescere ulteriormente il capoluogo rendendolo un polo informatico molto importante e attrarrà grandi aziende e tutto ciò stimolerà ulteriori investimenti nel territorio di Bologna e della Emilia-Romagna.
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