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Anche in Italia ci sono aziende tecnologiche che sviluppano e producono idee molto interessanti. Ogni anno sentiamo nel periodo estivo diverse notizie su incendi e conseguentemente dei danni che creano al nostro territorio nazionale ecco che arriva in nostro soccorso il drone FireHound Zero.

Nell’ultimo decennio si sono osservati, in media, più di 7.200 incendi ogni anno, con una superficie interessata di oltre 80 mila ettari, di cui più del 45 per cento rappresentato da superfici boscate in senso stretto.

Fonte: ISTAT

Il drone FireHound Zero

Il suo nome è FireHound Zero (significa letteralmente “segugio del fuoco”) ma potete anche chiamarlo semplicemente “FH-0”. E’ il primo drone solare italiano che rileva incendi e piccoli focolai. Ha la forma di un piccolo aeroplano e grazie alle celle fotovoltaiche collocate sulle ali, di giorno può volare autonomamente senza sosta per più di 8 ore.

FireHound Zero visto da davanti
Vista frontale

Com’è fatto FireHound Zero

Sviluppato da due aziende italiane, la NPC di Imola, specializzata nel settore metalmeccanico e nella produzione di microsatelliti per impieghi scientifici e commerciali, e la Vector Robotics di Mogliano Veneto, specializzata nella progettazione e produzione di droni innovativi a propulsione solare per l’impiego anche in missioni di esplorazione spaziale, il FH-0 è un drone ad ala fissa che si ricarica con l’energia solare attraverso le celle fotovoltaiche installate sulle sue ali.

FireHound Zero riesce a monitorare superfici di circa 500 ettari all’ora con un sensore infrarosso, fornendo alla centrale di controllo le coordinate di roghi anche di ridotte dimensioni (ad esempio 30-40 centimetri di diametro, come un falò di campeggiatori) prima che l’incendio divampi.

FireHound Zero vista tre quarti
Vista laterale

Il drone FH-0 vanta dimensioni molto ridotte, ha una lunghezza di soli 87 centimetri e un’apertura alare di 2 metri, pesa solamente 1,5 chilogrammi e sulle ali ha una superficie di circa 0,5 metri quadrati di celle fotovoltaiche che ricaricano una batteria e forniscono energia al motore elettrico.

Vola a una quota operativa di circa 120 metri ad una velocità di circa 40 chilometri orari. E’ dotato di una sofisticata termocamera nella banda dell’infrarosso, prodotta dall’americana Teledyne FLIR, capace di individuare i roghi grazie alla temperatura delle fiamme. Può essere lanciato facilmente a mano da un operatore e, al termine della missione, atterra in un punto prefissato.

Il drone ha un raggio d’azione di 10 chilometri. Ma è possibile estenderlo con la tecnologia 4G/5G già installata a bordo, a diverse centinaia di chilometri. Può volare anche su parchi naturali e aree protette, grazie al motore elettrico a propulsione solare.

Video di presentazione

Missione: agire in tempi brevi

Nel 2021, secondo i dati della piattaforma europea Effis, in tutta Italia sono andati in fumo oltre 1.500 chilometri quadrati di boschi e foreste. Spesso, racconta l’azienda che ha sede a Imola “gli incendi di grandi dimensioni, se fossero stati individuati per tempo, avrebbero potuto essere circoscritti efficacemente. Una flotta di questi piccoli droni, dunque, potrebbe garantire la copertura continuativa di ampie aree di territorio a rischio, fornendo un allarme rapido e preciso“.

Parola ai manager

Andrea Beggio, project manager per lo sviluppo del sistema presso la Vector Robotics e maggiore esperto italiano di droni a propulsione solare, ha detto 

Crediamo di aver trovato uno degli utilizzi più nobili per un drone, che presto sarà di grande aiuto per individuare e prevenire gli incendi ed evitare la distruzione ogni anno di centinaia di ettari di boschi e foreste. Siamo attualmente in trattativa con alcune istituzioni nazionali e amministrazioni locali che vorrebbero utilizzare flotte di droni ‘FireHound Zero’ per monitorare continuativamente dal cielo le aree a rischio di incendi nei loro territori e fornire informazioni rapide e precise per l’intervento tempestivo delle forze antincendio terrestri e aeree. Lo ‘zero’ nel nome del nostro drone vuol essere un auspicio: ridurre fino a zero il numero degli incendi che divampano senza essere stati individuati e circoscritti per tempo

Continua dicendo

Siamo attualmente in trattativa con alcune istituzioni nazionali e amministrazioni locali che vorrebbero utilizzare flotte di droni FireHound Zero
Vista dall’alto

Conclusioni

Fa sempre piacere leggere notizie del genere, mi rincuora sapere che anche in Italia ci sono aziende innovative che utilizzano/sviluppano prodotti per salvaguardare il nostro territorio. Come saprete abito a Bologna e a pochi minuti dal capoluogo della Emilia-Romagna c’è tanta campagna e il sistema montuoso degli Appennini non è affatto lontano. Luoghi come Zocca, Castel D’Aiano e Vergano distano a poco più di un’ora da Bologna.

Quindi sapere che per controllare e proteggere luoghi altamente boschivi come gli Appennini o luoghi estesi come la campagna, esista un drone del genere è un qualcosa di molto interessante. Mi auguro che le istituzioni nazionali, ma soprattutto le amministrazioni locali abbiano la possibilità di utilizzare queste flotte di droni FireHound Zero.

Crediti:

  • Copertina creata con Canva;
  • Le foto del drone sono state estratte dal loro sito/canale YuoTube;
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